Attività sportiva, artrosi e osteoporosi

Attività sportiva, artrosi e osteoporosi

«L’obesità e l’artrosi non vanno d’accordo», lo dichiara il prof. Francesco Bove, presidente Aila e primario ortopedico dell’INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano, che martedì 12 giugno 2012 interverrà, con una sua relazione dal titolo “L’attività sportiva, artrosi e osteoporosi”, al convegno “+ Sport – Obesità = + Salute + Risparmio”, organizzato da Sapienza Università di Roma – Centro di Ricerca per la Medicina e il Management dello Sport (MeMAS). L’incontro si terrà nell’ambito della 9^ Edizione del Sanit che si svolge dal 12 al 15 giugno 2012 presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma.

«Il problema dell’obesità unitamente alle problematiche connesse all’artrosi è una questione di non poco conto – prosegue Bove. Tant’è che l’obesità viene considerata un’emergenza sanitaria globale dei prossimi anni: quasi cinque milioni di italiani sono obesi con un costo sociale pari a 8,3 miliardi di euro all’anno».

Il dato, frutto di una indagine della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è l’espressione di tutti i costi, diretti ed indiretti, generati dalla patologia e dà la misura di quanto incida sul tessuto socio-economico del Paese. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha posto la prevenzione e la cura di questa patologia tra gli obiettivi più importanti da conseguire a breve termine, tanto da adottare, come politica di riferimento, la Carta Europea sull’azione di contrasto all’obesità. Non certo noto è invece il costo sociale dell’obesità, ovvero quanto pesino gli effetti negativi della patologia sulle condizioni di vita di chi ne soffre, dei suoi familiari e, indirettamente, sull’intera collettività, in termini di consumo di risorse economiche. Sotto quest’ultimo punto di vista, la stima del costo sociale annuo di una “generica” persona obesa è di 1700,00 euro (1400,00 euro di costi sanitari e 300,00 di costi non sanitari). Considerata una prevalenza dell’obesità pari al 9,9% della popolazione italiana, che corrisponde a 4.898.496 persone adulte, il costo sociale annuo stimato dell’obesità risulterebbe essere di 8,3 miliardi di euro, pari a circa il 6,7% della spesa sanitaria pubblica.

L´artrosi, poi, etichettata comunemente come “acciacco” che si accompagna all´invecchiamento è in realtà una vera e propria malattia; è di fatto la più importante causa di sofferenza di tutto l´apparato muscolo-scheletrico che porta a danni irreversibili e invalidanti molto consistenti se rapportata a persone obese.

Essa è la più diffusa tra le malattie reumatiche (63,5% dell´intera patologia reumatica), le quali colpiscono l´1% dei giovani sino a 18 anni, l´8% dei soggetti in età lavorativa (da 19 a 60 anni) e circa l´80% degli anziani. L´artrosi è causa della degenerazione della cartilagine articolare (uno speciale tessuto che protegge le superfici articolari) e poi dell´osso stesso.

«Da qui la necessità – sottolinea il presidente dell’Aila – di creare un percorso virtuoso al cui interno l’attività sportiva, anche se moderata, è il miglior modo per combattere il sovrappeso e l’obesità, con guadagni per la salute e risparmi per le esauste casse del Servizio sanitario nazionale».

FONTE: Istituto Neurotraumatologico Italiano