Epatite C: risultati positivi per il farmaco sperimentale faldaprevir

Epatite C: risultati positivi per il farmaco sperimentale faldaprevir

EpatiteSecondo alcuni dati presentati al Congresso sull’Epatite HEP DART 2013 , svoltosi dall’8 al 12 dicembre scorso a Big Island (Hawaii), il farmaco sperimentale faldaprevir di Boehringer Ingelheim , se usato in combinazione con l’interferone peghilato e la ribavirina, è efficace nel trattamento dell’infezione da virus dell’epatite C (HCV). La sua efficacia sembrerebbe confermata anche in presenza di mutazioni comunemente presenti nel virus, come il polimorfismo NS3 Q80K.

Faldaprevir è un farmaco inibitore delle proteasi di seconda generazione che riconosce come bersaglio terapeutico e attacca la proteasi NS3/4A (fondamentale per la replicazione del virus HCV).

Secondo i dati presentati al Congresso, la possibilità di guarigione dei pazienti trattati con faldaprevir in associazione a interferone peghilato e ribavirina non subisce una diminuzione correlata alla presenza della mutazione Q80K.

Queste sono state le parole di Christoph Sarrazin, M.D., Professore di Medicina della Clinica Universitaria Johann Wolfgang Goethe di Francoforte: “Questi dati sono incoraggianti in quanto dimostrano che i pazienti con la variante Q80K del virus dell’epatite C di genotipo 1 possono ottenere benefici da faldaprevir. In alcune aree del mondo, la mutazione Q80K è presente in quasi il 50% dei pazienti con epatite C di genotipo-1a, che possono potenzialmente richiedere ulteriori screening prima di iniziare la terapia con gli inibitori di proteasi. L’efficacia di faldaprevir nei confronti di questa variante del virus HCV di genotipo 1 consente di evitare di sottoporre i pazienti a queste indagini, prima del trattamento”.

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha recentemente concesso la procedura di valutazione accelerata per il farmaco della Boehringer Ingelheim che, se approvato dalla Commissione Europea, potrebbe essere disponibile per la commercializzazione nell’Unione Europea nella seconda metà del 2014, nell’ambito di un regime terapeutico basato su interferone.