Metabolismo lento, vita più lunga

Metabolismo lento, vita più lunga

massa-magra-grassaUn uomo dovrebbe correre una maratona al giorno per bruciare la stessa quantità di energia che consuma un altro mammifero delle stesse dimensioni. Ed è grazie al metabolismo lento che gli esseri umani vivono più a lungo. Parola di Herman Pontzer, antropologo dell’Hunter College di New York, primo autore dello studio internazionale pubblicato sulla rivistaPNAS. Per arrivare a questi dati sul metabolismo, i ricercatori hanno analizzato 17 specie diverse usando una tecnica non invasiva che consiste nel misurare la quantità di CO2 prodotta dal loro corpo, che corrisponde alla quantità di energia bruciata. “La maggior parte dei mammiferi – aggiungono i ricercatori – raggiungono la vita adulta in pochi mesi, si riproducono in modo prodigioso e muoiono in pochi anni. Al confronto umani e primati hanno un’infanzia molto lunga, si riproducono di rado, e hanno vite relativamente molto lunghe”. Il parere della prof.ssa Daniela Lucini, responsabile della Medicina dell’Esercizio e delle Patologie Funzionali in Humanitas e docente presso l’Università degli Studi di Milano. “Si tratta di uno studio sperimentale e come tale deve essere valutato. Tuttavia i dati forniti dal gruppo di ricercatori mi sembrano più che utili e si aggiungono ad altri raccolti in passato secondo cui gli animali che mangiavano di meno, seguendo un’alimentazione di qualità, riscontravano una longevità maggiore. Ma basta ragionare anche sull’esperienza umana per rendersi conto che le persone che vivono più a lungo sono quasi sempre longilinee e questo rappresenta un dato clinicamente importante che inizia ad essere supportato dalla letteratura scientifica grazie a studi come questo. Se si vuole invecchiare bene e vivere a lungo, la ricetta perfetta passa dallo stile di vita.  Bisogna, quindi, mangiare poco, pur mantenendo un’alimentazione equilibrata, fatta di proteine e carboidrati, meglio se integrali, assunti nella giusta quantità giornaliera, frutta, verdure, acqua e pochi grassi .  L’importanza di questo studio sta anche nella possibilità di sfruttarequeste conoscenze per approfondire le cause delle malattie umane, come ad esempio l’obesità, il diabete, il cancro o le malattie cardiovascolari. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra quello che si mangia (dal punto di vista qualitativo e quantitativo) e quello che si brucia attraverso il movimento fisico. In questo modo è possibile combattere e prevenire numerose patologie”.