Vertigine? Una sensazione da capogiro

Vertigine? Una sensazione da capogiro

imagesSi riscontra quando ci si alza dal letto e all’improvviso tutta la stanza sembra girare. Si lavora tranquillamente al PC, un collega chiama, ci si alza di scatto e la vista si offusca: la percezione del mondo circostante diventa all’improvviso instabile e si avverte il classico “giramento di testa”: ecco il più frequente sintomo delle vertigini.

La vertigine è un sintomo legato allasensazione di instabilità. Si tratta di un disturbo che, spesso, è relativamente banale. Ma per molti, soprattutto per chi non ne ha mai sofferto, si tratta di una brutta sorpresa.

«Generalmente – spiega il dottor Tiziano Zurlo, specialista in Otorinolaringoiatria di Humanitas Mater Domini di Castellanza – si distinguono due tipi di vertigine: “soggettiva” ossia caratterizzata dalla sensazione che sia il nostro corpo a muoversi, girare, sbandare, oscillare, ecc. oppure “oggettiva” quando ci si riferisce alla sensazione che il movimento riguardi l’ambiente (una persona vede girare attorno a sé gli oggetti)».

Che cosa provoca la sensazione di sbandamento e instabilità propria delle vertigini?

«L’equilibrio è il risultato di una coordinazione nel cervello di impulsi nervosi che provengono dall’orecchio, dagli occhi e dal cervelletto. Un disturbo in una qualunque di queste parti provoca nel cervello uno stato didisequilibrio che lo stesso tenta di riequilibrare con comandi “anomali”, che possono dare origine a una sensazione soggettiva di vertigine o di instabilità. A questa sensazione possono anche associarsi disturbi visivi(annebbiamento della vista, puntini bianchi negli occhi), vegetativi(nausea, vomito, tremore), abbassamento dell’udito, sensazione di rumore nell’orecchio (acufeni, ossia ronzio, suono, fischio). La somma di più sintomi da origine alla sindrome vertiginosa».

Che cosa si deve fare quando si accusano le vertigini?

«Quando un paziente afferma di avere le vertigini, è molto importante inquadrare il suo disturbo, da quando e come si è manifestato, lafrequenza con il quale si avverte, se si associa nausea e vomito, disturbi alla vista, per poi eseguire una serie di specifiche indagini, quali l’esame otovestibolare o le prove vestibolari. Per un corretto trattamento, infatti, lo specialista deve capire se il paziente è affetto da una vertigine“vestibolare vera” (la più diffusa) che è di competenza dell’otorino, oppure se si tratta di una vertigine “centrale” di pertinenza neurologica».