La globalizzazione delle allergie

La globalizzazione delle allergie

asma-e-allergie-in-italia-300-morti-l-annoLe graminacee subtropicali, abbondanti in alcune parti dell’Africa, India, Asia, Australia e nelle Americhe, sono la prima fonte mondiale di allergie delle vie aeree. Si sviluppano in ambienti caratterizzati da alte temperature e visto che la temperatura della terra si sta alzando, sicuramente in futuro aumenteranno i casi di allergie respiratorie anche nei Paesi posti nelle regioni temperate e ci saranno nuove forme di sensibilizzazione a pollini di piante. Non esistono grosse differenze tra le allergie subtropicali e quelle della nostra parte del mondo, in quanto il processo infiammatorio che caratterizza la malattia allergica non varia a seconda dell’allergene a cui si è sensibilizzati.
Negli ultimi anni si registra la comparsa di sintomi allergici, anche molto seri, in pazienti immigrati in Italia, soprattutto dall’Africa. Queste persone vengono a contatto con nuovi pollini e allergeni, in generale, e l’incidenza e la prevalenza delle malattie allergiche in queste popolazioni sta aumentando esponenzialmente. Questo fenomeno si sta registrando anche negli altri Paesi europei. Quindi aumenterà sempre di più il numero di pollini potenzialmente allergenici e la zona di diffusione degli stessi, con una crescita conseguente delle malattie allergiche.
L’unico modo per frenare l’ondata allergica è la diagnosi precoce presso Centri Ospedalieri Specializzati, educazione a evitare l’esposizione all’allergene quando possibile, terapia farmacologica mirata e, se sussistono le indicazioni, la terapia iposensibilizzante specifica o vaccino. Nelle forme di asma, poi, sono disponibili nuovi trattamenti immunologici come l’omalizumab.