MILANO – Presentati al Congresso dell’International Myeloma Society (IMS) i nuovi dati a lungo termine sulla terapia a base di CAR-T di Johnson & Johnson ciltacabtagene-autoleucel, o cilta-cel, relativi al sottogruppo iniziale della coorte A dello studio di fase 2 CARTITUDE-2 (N=20). I risultati di follow-up hanno mostrano che il 50 per cento dei pazienti (10 su 20) con mieloma multiplo recidivato o refrattario trattati con una singola infusione della CAR-T, è rimasto in vita senza progressione della malattia per almeno cinque anni senza nessuna terapia di mantenimento.
«Fino a cinque anni fa remissioni libere da trattamento di questa durata erano difficili da immaginare per pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario», afferma Niels van de Donk, MD, PhD, Professor of Hematology, University Medical Center, Amsterdam, Netherlands. «Questi nuovi risultati su cilta-cel ci danno un’ulteriore prova del fatto che quando le terapie più adatte alle caratteristiche del paziente sono utilizzate nelle prime fasi della malattia, un maggior numero di pazienti può avere l’opportunità di raggiungere remissioni profonde e durature e un controllo della malattia a lungo termine senza una terapia di mantenimento».
Questi risultati accrescono le evidenze osservate nello studio precedente CARTITUDE-1, che ha valutato pazienti in linee terapeutiche più avanzate, in termini di remissione duratura e libera da trattamento, e confermano, seppur in un numero limitato di pazienti, che un trattamento precoce con cilta-cel può aumentare la remissione a lungo termine e il controllo della malattia. «Questi risultati rafforzano le evidenze a sostegno dell’efficacia di cilta-cel e dimostrano quanto sia importante portare tali terapie a pazienti che hanno appena iniziato il loro percorso di cura», continua Yusri Elsayed, M.D., M. H. Sc., Ph.D., Global Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson. «Mentre continuiamo a sviluppare un portafoglio di terapie complementari e combinabili tra loro, questi risultati rafforzano il nostro impegno nel ridefinire ciò che i pazienti possono aspettarsi dal trattamento del mieloma multiplo».
«Sebbene i risultati per i pazienti con mieloma multiplo siano migliorati significativamente negli ultimi anni, nelle forme recidivanti o refrattarie, dove la patologia può diventare più difficile da controllare, il raggiungimento di una remissione duratura risulta più complesso», commenta Ester in ‘t Groen, EMEA Therapeutic Area Head, Haematology, Johnson & Johnson.
I nuovi dati dello studio di Fase 2 CARTITUDE-2 consolidano i risultati precedenti
La coorte A dello studio CARTITUDE-2 (N=20) ha arruolato pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario (RRMM) che avevano ricevuto da una a tre linee di terapia precedenti, erano stati esposti a un inibitore del proteasoma ed erano refrattari alla lenalidomide.i L’endpoint primario era la negatività della malattia residua minima (MRD).i,iii I pazienti della coorte iniziale A sono stati seguiti per cinque anni nello studio di follow-up per valutare i risultati a lungo termine dopo una singola infusione di cilta-cel senza terapia di mantenimento.i
A un follow-up mediano di 60,7 mesi, metà dei pazienti (n=10, 50 per cento) che hanno ricevuto una singola infusione di cilta-cel senza terapia di mantenimento, è rimasto in vita e senza progressione della malattia a cinque anni. Il tasso di sopravvivenza globale a cinque anni è stato del 69,2 per cento, mentre la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 60,5 mesi.
A cinque anni, la MRD è stata valutata tramite analisi del midollo osseo in tre pazienti senza essere richiesta dal protocollo. Tutti e tre i pazienti sono risultati MRD-negativi al livello più profondo testato (10-6), indicando l’assenza di malattia rilevabile anche con l’uso di test altamente sensibili.
Inoltre, sono state osservate remissioni a lungo termine anche tra i pazienti con caratteristiche di malattia ad alto rischio. Dei 10 pazienti liberi da progressione a cinque anni, cinque presentavano almeno un’anomalia citogenetica ad alto rischio, inclusi quattro pazienti con due o più caratteristiche ad alto rischio.
Il profilo di sicurezza osservato con un follow-up più prolungato è risultato coerente con il profilo di sicurezza noto di cilta-cel senza che siano state segnalate nuove neurotossicità correlate alle cellule CAR-T.i Rispetto al Follow-up precedente, un paziente ha sviluppato una nuova neoplasia ematologica (leucemia mieloide acuta) e si sono verificati due decessi dovuti a progressione della malattia e a un nuovo tumore.
CARTITUDE-2
CARTITUDE-2 (NCT04133636) è uno studio in corso di fase 2, multicorte, che valuta cilta-cel in pazienti con diversi scenari clinici del mieloma multiplo. La Coorte A dello studio include pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario (RRMM) che hanno ricevuto da 1 a 3 precedenti linee di terapia, tra cui un farmaco immunomodulante (IMiD) e un inibitore del proteasoma (PI), e che sono refrattari alla lenalidomide. L’endpoint primario è la negatività della malattia minima residua (MRD); gli endpoint secondari includono la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a lungo termine, la sopravvivenza globale (OS) e la sicurezza.
Ciltacabtagene Autoleucel (cilta-cel)
Cilta-cel è un’immunoterapia con cellule T autologhe geneticamente modificate diretta contro l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA), che consiste nella riprogrammazione delle cellule T autologhe di un paziente attraverso l’integrazione di un transgene codificante per un recettore chimerico dell’antigene (CAR), in grado di identificare ed eliminare le cellule che esprimono l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA).iv Quest’ultimo è espresso prevalentemente sulla superficie delle cellule maligne della linea B del mieloma multiplo, così come sulle cellule B in fase avanzata di maturazione e sulle plasmacellule.v La proteina CAR di cilta-cel presenta due singoli domini diretti contro il BCMA, progettati per conferire un’elevata avidità contro BCMA umana.iv Quando si lega alle cellule che esprimono BCMA, la proteina CAR promuove l’attivazione e l’espansione dei linfociti T con conseguente eliminazione delle cellule bersaglio.
Nell’aprile 2024, la Commissione Europea (CE) ha approvato un’estensione di indicazione per cilta-cel per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario alla lenalidomide e che abbiano ricevuto almeno una terapia precedente, tra cui un iMiD e un PI, e abbiano dimostrato una progressione della malattia con l’ultima. Nell’aprile 2024, cilta-cel è stato approvato negli Stati Uniti nella medesima indicazione.
Nel dicembre 2017, Janssen Biotech, Inc., una società del gruppo Johnson & Johnson, ha stipulato un accordo mondiale esclusivo di licenza e collaborazione con Legend Biotech per sviluppare e commercializzare cilta-cel.
L’elenco completo degli eventi avversi e delle informazioni su dosaggi e somministrazione, controindicazioni e altre precauzioni relative all’utilizzo di cilta-cel consultare il Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Secondo la regolamentazione dell’EMA per i nuovi medicinali e per quelli soggetti ad autorizzazione condizionata, cilta-cel è soggetto a monitoraggio addizionale.
Il mieloma multiplo
Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che origina da una tipologia di globuli bianchi, le plasmacellule, che si trovano nel midollo osseo.vii,ix Nel mieloma multiplo, queste plasmacellule maligne continuano a proliferare, accumulandosi nell’organismo e compromettendo le normali cellule del sangue, oltre a causare spesso danneggiamento delle ossa e altre gravi complicazioni.x,xi In Europa, nel 2024 sono state diagnosticate oltre 35.000 persone con mieloma multiplo e sono morti oltre 21.900 pazienti.xii I pazienti con mieloma multiplo subiscono recidive che diventano più frequenti con ogni linea di terapia, mentre le remissioni diventano progressivamente più brevi.xiii,xiv Mentre alcuni pazienti con mieloma multiplo non presentano alcun sintomo iniziale, la maggior parte viene diagnosticata proprio a causa dei sintomi che possono includere fratture o dolore alle ossa, riduzione dei globuli rossi, stanchezza, aumento dei livelli di calcio, o insufficienza renale.
Il Portfolio di Johnson & Johnson nel mieloma multiplo
Johnson & Johnson è un leader mondiale nelle terapie contro il mieloma multiplo, con un portfolio di prodotti ampio e differenziato, progettato per affrontare la complessità e l’eterogeneità della malattia. Questo comprende diversi meccanismi d’azione, bersagli e modalità terapeutiche, tra cui terapie dirette contro il CD38, anticorpi bispecifici anti-BCMA e GPRC5D e terapie cellulari.
Negli ultimi dieci anni, le terapie di Johnson & Johnson hanno aiutato ad estendere l’aspettativa di vita dei pazienti con mieloma multiplo. Con i farmaci corretti, implementati il prima possibile, combinati e sequenziati per ottenere il risultato migliore, Johnson & Johnson sta ampliando le opzioni terapeutiche per abbinare la terapia corretta ad ogni paziente in ogni fase della malattia e ottenere risposte più profonde e durature.
Grazie alla ricerca continua e a un solido programma clinico, Johnson & Johnson si impegna a trasformare il mieloma multiplo in una patologia più gestibile, che non venga più trattata solo fino alla progressione della malattia, ma che abbia il potenziale, in ultima analisi, di essere curata.
Johnson & Johnson
In Johnson & Johnson, crediamo che la salute sia tutto. La nostra forza nell’innovazione sanitaria ci consente di costruire un mondo in cui le malattie complesse possono essere prevenute, trattate e curate e nel quale i trattamenti sono più intelligenti, meno invasivi e personalizzati. Grazie alla nostra esperienza nella Medicina Innovativa e nel MedTech, siamo in una posizione unica per innovare le soluzioni sanitarie di oggi, per offrire le scoperte di domani e avere un impatto profondo sulla salute dell’umanità.
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Janssen Pharmaceutica NV, Janssen-Cilag Limited, Janssen Biotech, Inc., Janssen-Cilag International NV e Janssen Research & Development, LLC sono aziende del gruppo Johnson & Johnson
FONTE: HCC – HealthCom Consulting (Silvia Ciappellano).
